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Testare assiemi di guide d’onda: 3 metodi RF, potenza e ambiente

Un assieme di guide d’onda va verificato con prove distinte di RF a piccolo segnale, condizioni di potenza e variazioni termiche o ambientali. Non applicare 26,5–40 GHz, VSWR 1,5 e aumento di 10 °C come limiti comuni a tutti i prodotti. Prima definisci banda, porte, valori nominali e installazione.

Definire configurazione e riferimenti

Controlla disegno con tratti rettilinei, curve, transizioni, finestre e flange. Registra modello, parti, stato di assemblaggio e porte misurate. Dimensioni interne, contatti e tenuta richiedono controlli separati dai soli valori RF.

Lo stesso numero WR può avere flange o perni diversi. WR-15 usa normalmente 50–75 GHz: non è un esempio standard da assegnare senza verifica a 94 GHz.

Metodo 1. Riflessione e trasmissione con VNA calibrato

Misura S11, S22 e i termini di trasmissione necessari nella banda effettiva. Nei multiporta specifica le terminazioni delle porte non misurate e verifica accoppiamento e isolamento pertinenti.

Calibra fino ai piani di guida appropriati. TRL utilizza thru, reflect e line, evitando le condizioni di degenerazione della differenza di fase fra line e thru. Per una banda ampia possono servire più lunghezze.

Dopo la calibrazione controlla uno standard di verifica adatto e la ripetibilità di riconnessione. Movimento dei cavi, adattatori e allineamento delle flange contribuiscono all’incertezza.

VSWR = (1+|Γ|)/(1−|Γ|), mentre RL = −20 log10|Γ|. VSWR 1,5 corrisponde al 4% di potenza riflessa e circa 13,98 dB di return loss. Con 1,35 la potenza riflessa è circa 2,22%, non 20%.

VSWR esprime la stessa informazione di riflessione: non contarla come prova fisica completamente indipendente da S11. Non interpretare eccessivamente una perdita vicina all’incertezza della misura.

Metodo 2. Potenza e carico definiti

La potenza media riguarda il carico termico; i picchi riguardano anche campi locali e scarica. Specifica CW o impulsi, durata, ripetizione, riflessione del carico, pressione e raffreddamento.

Per impulsi rettangolari la media è picco × durata × frequenza di ripetizione. Nell’esempio ipotetico di 1 kW, 10 μs e 1 kHz il ciclo è 1% e la media 10 W. Sopportare 10 W medi non autorizza automaticamente un picco di 1 kW.

Utilizza strumenti calibrati e carichi adatti alla potenza, monitorando temperatura, riflessione e stato. Il piano definisce passi e criteri di arresto: aumentare fino al guasto non è la prova di accettazione di ogni prodotto.

L’aumento di una sola armonica non prova sempre la formazione di plasma nell’aria. Vanno distinti sorgente, non linearità del rivelatore e altre anomalie.

Metodo 3. Confronto termico e ambientale

Temperature operative e di stoccaggio, velocità di variazione, permanenza e cicli derivano dai requisiti. La dilatazione dipende da materiali, lunghezze e vincoli: non ogni interstizio cambia della stessa quantità per grado.

Se richiesto, misura RF a temperature stabilizzate e ripeti dopo il ritorno al riferimento. Distingui variazioni reversibili e deformazioni permanenti, controllando anche dimensioni, contatti e tenuta.

Vuoto, pressione, umidità e vibrazione hanno condizioni proprie quando pertinenti. Un singolo ciclo termico o una calibrazione a piccolo segnale non provano ogni affidabilità ambientale.

Interpretare le variazioni

Osservazione Controllo
Riflessione variabile a ogni riconnessione. Contatti, allineamento e calibrazione.
Perdita crescente con la potenza. Calore, carico e linearità della misura.
Variazione dopo ritorno termico. Deformazione, allentamento e superficie.
RF normale ma fuga di gas. Tenuta e prova specifica.

Rapporto di accettazione

Conserva campione, revisione del disegno, configurazione, piani, calibrazione, strumenti, incertezza, temperatura, potenza, carico e limiti. Le etichette industriale o militare non stabiliscono da sole precisione e vita.

Consulta TRL in guida e la definizione VSWR. Applica il metodo adeguato invece di trasferire menu o valori di calibrazione da un altro strumento.

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