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EMI in campo vicino e lontano: 4 differenze di misura

Nell’analisi dell’interferenza elettromagnetica, EMI, campo vicino e lontano differiscono per criteri di distanza, rapporto E/H, andamento spaziale e scopo della misura. Una sonda locale individua sorgenti, ma non sostituisce automaticamente una prova di emissione dell’intero sistema.

1. Il confine dipende dalla sorgente

Per sorgenti elettricamente piccole, λ/(2π) indica spesso un ordine di grandezza della zona reattiva. A 1 GHz vale circa 4,77 cm. Non è un confine universale oltre il quale qualunque dispositivo produce già campo lontano.

Un’apertura elettricamente grande può avere una regione vicina radiante. Il termine 2D²/λ considera la dimensione rilevante D, ma va valutato insieme a lunghezza d’onda, geometria e accuratezza richiesta.

Con D = 0,60 m e 12 GHz vale circa 28,8 m. Una norma può prescrivere distanza e procedura di prova proprie: modello fisico e metodo prescritto vanno distinti.

2. E e H non hanno sempre un rapporto fisso

Vicino alla sorgente, campo elettrico E e magnetico H dipendono fortemente dal tipo e dalla posizione. Una spira percorsa da corrente può presentare un accoppiamento diverso da una struttura ad alta impedenza.

Nel campo lontano localmente piano in spazio libero, E/H ≈ η0 ≈ 377 Ω. Nel campo vicino non puoi ricavare generalmente H da una sola misura E usando questo valore.

Una sonda H non è per definizione limitata sotto 30 MHz. Dimensione, struttura, calibrazione e ricevitore determinano il suo intervallo utile.

3. Le leggi di distanza non separano semplicemente E e H

I campi di sorgenti elementari possono contenere termini 1/r, 1/r² e 1/r³, secondo componente. La dominanza cambia con sorgente, direzione e distanza. «E sempre 1/r², H sempre 1/r³» è quindi scorretto.

Per un’onda uscente nel campo lontano di una sorgente localizzata, l’ampiezza ideale diminuisce come 1/r e la densità di potenza come 1/r². Riflessioni, involucro e cavi modificano la misura.

Raddoppiare l’altezza di una sonda vicino a una scheda non permette una correzione universale in dB.

4. Localizzazione e prova di emissione

Una scansione vicina cerca nodi di commutazione, spire, fessure e accoppiamenti ai cavi. Una sonda piccola rende l’indagine più locale, ma ha sensibilità e orientamento propri.

La prova del sistema usa sito, rivelatore, banda di misura, distanza e stato operativo definiti. Il punto localmente più intenso non è necessariamente il radiatore più importante a distanza: un cavo collegato può contribuire molto.

CE non è un singolo standard di misura; anche le regole FCC dipendono dall’apparato e dalla disposizione applicabile. Scegli la procedura pertinente.

Confronto locale ripetibile

  1. Fissare stato, clock e carico.
  2. Documentare sonda, orientamento, altezza e griglia.
  3. Mantenere banda, rivelatore e guadagno del ricevitore.
  4. Controllare saturazione e accoppiamento del cavo.
  5. Modificare un elemento e ripetere negli stessi punti.
  6. Confermare il risultato a livello di sistema.

Senza un fattore di sonda appropriato, il valore in dBm del ricevitore non è automaticamente un campo in dBµV/m o dBµA/m. Le comparazioni relative possono comunque essere utili con condizioni controllate.

Interpretazione

Conserva foto, distanze, stati e frequenze. Distingui la riduzione locale dall’affermazione che il prodotto rispetti un limite. Le regioni di campo chiariscono le condizioni geometriche; il metodo si sceglie in base al problema e all’obiettivo.

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